Il Piano Strutturale Associato (PSA) è lo strumento urbanistico finalizzato ad accrescere l’integrazione fra Enti Locali limitrofi con problematiche territoriali affini e a promuovere il coordinamento delle iniziative di pianificazione nelle conurbazioni in atto, con il conseguente impegno integrato delle risorse finanziarie.

I territori oggetto del PSA possono interessare due o più Comuni, anche di Province diverse.

I Comuni interessati si associano secondo le modalità stabilito dal Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali.

Il PSA punta anche al coordinamento e all’armonizzazione tra assetto urbanistico, politiche fiscali e programmazione delle opere pubbliche, da attuarsi tramite il ricorso ad idonei strumenti di coordinamento delle azioni economiche, finanziarie e fiscali favorendo in tal modo atteggiamenti cooperativi e patti fra le Istituzioni locali, promuovendo garanzia ed equità.

Il PSA ha gli stessi contenuti ed effetti del PSC secondo quanto disposto dall’ art. 20 della Legge Urbanistica Regionale; ad esso è annesso il Regolamento Edilizio ed Urbanistico (REU).

Per la redazione del PSA è obbligatoria l’istituzione dell’Ufficio Unico di Piano.

Il PSA definisce dunque le strategie per il governo dei territori comunali interessati, in coerenza con gli obiettivi e gli indirizzi urbanistici della Regione e con gli strumenti di pianificazione provinciale espressi dal Quadro Territoriale Regionale (QTR), dal Piano Territoriale Provinciale (PTCP) e dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).

Il PSA:
a) classifica i territori comunali interessati in urbanizzati, urbanizzabili, agricoli e forestali, individuando le risorse naturali ed antropiche del territorio e le relative criticità, nonché applicando gli standards urbanistici di cui all’art. 53 della LUR;

b) determina le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni pianificabili;

c) definisce i limiti dello sviluppo del territorio comunale in funzione delle sue caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche, pedologiche, idraulico-forestali ed ambientali;

d)  disciplina l’uso del territorio anche in relazione alla valutazione delle condizioni di rischio idrogeologico e di pericolosità sismica locale come definiti dal piano di assetto idrogeologico o da altri equivalenti strumenti;

e)  individua le aree per le quali sono necessari studi ed indagini di carattere specifico ai fini della riduzione  del rischio ambientale;

f)   individua in linea generale le aree per la realizzazione delle infrastrutture e delle attrezzature pubbliche, di interesse pubblico e generale di maggiore rilevanza;

g)  delimita gli ambiti urbani e perurbani soggetti al mantenimento degli insediamenti o alla loro trasformazione;

h)  individua gli ambiti destinati  all’insediamento di impianti produttivi rientranti nelle prescrizioni di cui al D.Lgs 17 agosto 1999, n. 334 ed alla relativa disciplina di attuazione;

i)   definisce per ogni Ambito, i limiti massimi della utilizzazione edilizia e della popolazione insediabile nonché i requisiti quali-quantitativi ed i relativi parametri, le aree in cui è possibile edificare anche in relazione all’accessibilità urbana, la aree dove è possibile il ricorso agli interventi edilizi diretti in ragione delle opere di urbanizzazione esistenti ed in conformità alla disciplina generale del  Regolamento Edilizio Urbanistico;

i)   delimita e disciplina gli ambiti di tutela e conservazione delle porzioni storiche del territorio; ne individua le caratteristiche principali, le peculiarità e le eventuali condizioni di degrado e di abbandono valutando le possibilità di recupero, riqualificazione e salvaguardia;

j)   delimita e disciplina ambiti a valenza paesaggistica ed ambientale ad integrazione del Piano di Ambito, se esistente, oppure in sua sostituzione, se non esistente e raccorda ed approfondisce i contenuti paesistici definiti dalla Provincia;

k) qualifica il territorio agricolo e forestale in allodiale, civico e collettivo, secondo le specifiche potenzialità di sviluppo;

l)   individua gli ambiti di tutela del verde urbano e periurbano valutando il rinvio a specifici piani delle politiche di riqualificazione, gestione e manutenzione;

m) individua le aree necessarie per il Piano di Protezione Civile;

n)  individua e classifica i nuclei  di edificazione abusiva, ai fini del loro recupero urbanistico nel contesto territoriale ed urbano;

o)  indica la rete ed i siti per il piano di distribuzione dei carburanti in conformità al piano regionale;

p)  individua, ai fini della predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, le aree, da sottoporre a speciale misura di conservazione, di attesa e ricovero per le popolazioni colpite da eventi calamitosi e le aree di ammassamento dei soccorritori e delle risorse.